Strengthening of the Italian Research Infrastructure for Metrology and Open Access Data in support to the Agrifood
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Pesticidi, in Europa il rischio è rappresentato dalla combinazione di più contaminanti

Nelle scorse settimane è stato pubblicato l’ultimo rapporto EFSA sui residui di pesticidi negli alimenti nell'Unione Europea, che offre uno spaccato dei tenori di residui riscontrati in un paniere di prodotti di largo consumo. Abbiamo chiesto di commentarlo a Massimo Reverberi, Professore ordinario di Patologia vegetale presso il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma.
Il documento “THE 2022 EUREPORT ON PESTICIDE RESIDUE “ riporta i tenori di circa 200 agrochimici in un elevato numero (ca 100.000) di prodotti di largo consumo e su un subset (ca 10.000) di prodotti scelti (i.e. mele, fragole, pesche (comprese pesche noci e ibridi simili), vino (rosso o bianco), lattughe, cavoli cappucci, pomodori, spinaci, avena, orzo, latte vaccino e grasso suino). Prende in considerazione prodotti non processati, processati, derivanti da agricoltura biologica, da paesi terzi e ovviamente paesi UE. I dati, inoltre, vengono messi a confronto con le annate precedenti di campionamento (dal 2020). Va specificato che la survey effettuata nel 2022 ed oggetto di questo rapporto consta del maggior numero di campioni sinora mai analizzato.
Il quadro che ne emerge è rassicurante per alcuni aspetti, meno per altri. In particolare, sia la large survey che quella ristretta ai prodotti della short list presentano un contenuto dei diversi pesticidi che rispetta i limiti di legge (per pesticida) o li eguaglia in più del 95% dei casi (nel 60% di questi casi non si rilevano pesticidi). I restanti rappresentano campioni che solo nel 1% dei casi hanno valori di almeno un pesticida con valori superiori alla MRL (maximum residue level). Questa percentuale è più alta nei processed food (arriva a valori intorno al 5% ed in alcuni casi anche di più) e nei prodotti derivanti da paesi terzi (in media il 6% ma in alcuni casi e per alcuni pesticidi anche % maggiori del 20%).
Il trend di riduzione dei pesticidi è in linea con i dati 2020 e 2021. Il numero di campioni con residui di pesticidi multipli (23%) è diminuito rispetto all'anno precedente (26,4%) ma in alcuni prodotti (i.e. uva passa, vino rosso, semi di cumino come erba secca, foglie d'uva, paprika in polvere e riso "brillato") è aumentata la frequenza di ritrovamento di più pesticidi insieme.
Il problema è rappresentato dalla presenza di residui di agrochimici multipli a cui vanno aggiunti però (anche se in questo ovviamente il rapporto non entra in merito) altri composti dannosi/tossici quali ad esempio le micotossine. Infatti tutti gli MRL sono calcolati su un solo composto, quando è invece arcinoto che i limiti di tossicità si abbassano in compresenza di due o più composti tossici anche se in modo non lineare. Da questo punto di vista la survey mette in evidenza alcuni agrochimici ricorsivi in alcuni prodotti. Sarebbe molto utile introdurre dei limiti che prendano in considerazione questa, ormai scontata, compresenza.
Cosa può fare METROFOOD-IT?
METROFOOD-IT mette a sistema le capacità analitiche ultimate state-of-the-art su diverse food chain, creando un travaso osmotico tra metodi analitici ultra-performanti ed ideali per settare metodi ma anche troppo costosi nella pratica aziendale (es. HRMS, High-resolution mass spectrometry) e sviluppo di sensori portable, low-cost, user-friendly che sono invece di alta trasferibilità delle buone pratiche industriali per il controllo di multianaliti. La "messa in opera" di questi metodi e di sensori da essi "gemmati" possono contribuire a facilitare le analisi multiresiduali e a creare dei database di associazioni prodotto-composti tossici (con n>2) che contribuiranno sicuramente e sperabilmente ad introdurre anche a livello normativo quei limiti che sono sicuramente più aderenti alla realtà quotidiana del "cosa e come mangiamo".




